Madonna della medaglia miracolosa
MENU
IL PERCHE' DEI CARISMATICI FRANCESCANI
STATUTO DEI CARISMATICI FRANCESCANI
CARISMATICHE FRANCESCANE: CARISMA E ATTIVITA'
LA DEVOZIONE A MARIA SANTISSIMA: FATIMA E LA MEDAGLIA MIRACOLOSA
SE VUOI CONTATTARCI
DOMANDE E RISPOSTE
PER AVERE NOSTRE NOTIZIE
DON GABRIELE AMORTH
PADRE PIO E L'EUCARESTIA
BENEDIZIONE FRANCESCANA
SITI E PORTALI CONSIGLIATI
NOTIZIE
CONSACRAZIONE A MARIA SANTISSIMA

copia il banner
del nostro sito

logo carismatici francescani

i nostri siti

dioesiste.org

Tutela Eucarestia

vi segnaliamo

Siti cattolici italiani

sito registrato su Profeta, motore di ricerca cattolico - vota questo sito

benvenuti in www.carismaticifrancescani.org
Homepage> Statuto delle Carismatiche Francescane

Statuto delle Carismatiche Francescane

4. La vita di preghiera

36. Al di sopra del lavoro e di ogni altra occupazione, ogni Carismatica Francescana deve preoccuparsi di custodire lo spirito di orazione e devozione “al quale devono servire tutte le altre cose temporali”. Le sue azioni devono essere in primo luogo manifestazione del suo amore a Dio, e solo di seguito, di conseguenza, amore e servizio ai fratelli. Ricordi perciò di ritagliarsi degli spazi di tempo che siano oasi di preghiera che permettano di riflettere e di ascoltare la gioia di Dio.

37. Sia costante nel cercare la condivisione della Passione di Gesù non solo sotto il profilo della povertà e della penitenza, ma anche della orazione e della solitudine; è condizione indispensabile per un’attività missionaria presso gli infermi intesa come una straordinaria forza d’urto al servizio della Chiesa.

38. L’adorazione di Gesù nel Santissimo Sacramento, effettuata soprattutto come intercessione e riparazione, è complemento basilare e indispensabile dell’attività di apostolato delle Carismatiche Francescane.
38.1. Con l’intercessione si chiede al Signore Gesù di confermare con i “segni” la Sua vittoria sulla morte.
38.2. Con la riparazione si dona all’Amore la contrizione che procura la riconciliazione che prelude alla rinascita.
Il carisma di adorazione è uno dei più apprezzati dalla fraternità; chi non svolge attività esterna alle dimore è tenuto a sostenere il servizio delle sorelle che operano nel mondo soprattutto con l’adorazione.

39. Le sorelle partecipino ogni giorno, per quanto è possibile, alla liturgia eucaristica. Dall’unione con Gesù ricevono la forza spirituale per vivere la loro consacrazione e svolgere il loro operato.

40. Tutte le appartenenti alla fraternità recitino ogni giorno l’Ufficio Divino. Con la consapevolezza che è lo Spirito Santo, che per sua natura è spirito di comunione in quanto è lo spirito del Padre e del Figlio, unendo l’uno all’altro, l’agente primario che permette di essere in comunione con Dio e con i fratelli, e con la coscienza che quotidianamente il nostro spirito è tentato dallo spirito del mondo che trama per fermare il bene, all’inizio della recita delle Lodi Mattutine invochino ogni giorno la guida dello Spirito Santo con il canto. L’Inno, allorquando è possibile, sia cantato e brioso.

41. I discepoli di Gesù, in quanto tali, sono permeati da un profondo spirito di umiltà, di minorità. Il solo che consenta di accettare e di mettere in pratica la spiritualità francescana: “Ci sono molti che, applicandosi insistentemente a preghiere e occupazioni, fanno molte astinenze e mortificazioni corporali, ma per una sola parola che sembri loro ingiuria verso la loro persona, o per qualche cosa che venga loro tolta, scandalizzati subito si arrabbiano. Questi non sono poveri in spirito, perché chi è veramente povero in spirito ama quelli che gli percuotono la guancia”. Imparino, le sorelle, a considerarsi serve soggette a tutti: con questo tipo di convincimento non romperanno mai i rapporti con gli altri. E’ la nota di cortesia e di bontà umana che sancisce con i fatti la comunione con il Signore: “Da questo sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”, e sancisce con i fatti la semplicità francescana. Come San Francesco ricorda: “ Dove è amore e sapienza ivi non è timore né ignoranza. Dove è pazienza e umiltà, ivi non è ira né turbamento. Dove è povertà con letizia, ivi non è cupidigia né avarizia. Dove è quiete e meditazione, ivi non è affanno né dissipazione. Dove è il timore del Signore a custodire la sua casa, ivi il nemico non può trovare via d’entrata. Dove è misericordia e discrezione, ivi non è superfluità né durezza”( ). Dove c’è durezza, tensione, odio, lì non c’è sentimento di umiltà. Chi odia non si sente servo di tutti e non è servo di Dio. Come ricorda anche il nostro Serafico Padre:
“ Signore, fa di me uno strumento della tua pace. Dove c’è odio, io porti amore. Dove c’è discordia io porti l’unione. Dove c’è errore, io porti la verità. Dove c’è dubbio, io porti la fede. Dove c’è disperazione io porti la speranza. O Divino Maestro, che io non cerchi tanto di essere consolato quanto di consolare. Di essere compreso quanto di comprendere. Di essere amato, quanto di amare. Infatti: donando si riceve. Dimenticandosi si trova comprensione. Perdonando si è perdonati. Morendo si risuscita a vera Vita”.
Morendo a sé stessi si vive della vera Vita: è lo spirito di minorità, cardine della spiritualità francescana. Che ne fa la sua grandezza tra i cammini di perfezione. E che fa di San Francesco un gigante, il più perfetto imitatore di Gesù. Ciò ci è confermato anche dalla rivelazione data a frate Pacifico:
“Questo fu il seggio di Lucifero, e in luogo di lui si siederà l’umile Francesco”.

42. Le sorelle accettino e considerino qualunque ostacolo come apertura e occasione di Grazia, secondo l’invito di Gesù: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” e del Serafico Padre: “Io ti dico che quelle cose che ti sono di impedimento nell’amare il Signore Iddio, ed ogni persona che ti sarà di ostacolo,... tutto questo devi ritenere come una grazia”.
San Francesco di Assisi è il patrono dell’Associazione.

43. Per perseverare nella conversione si accostino con frequenza al sacramento della riconciliazione.

44. Come ricorda Giovanni Paolo II, “vi è reciprocità tra amore e fede, nel cammino verso l’unione con Dio...Sulla linea della fede si fonda l’intera dinamica dell’unione, tutta la trasformazione soprannaturale di un’anima, sino al più alto grado possibile in questa vita”. Perché la fede, quando è piena, fa diventare come bambini al cospetto del Padre, commuovendolo: “Figliolini miei”, Gesù definiva i suoi apostoli; e fa chiedere con la fede-fiducia, con la certezza di avere già ottenuto quanto si domanda: ”Se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che è accaduto a questo fico, ma anche se direte a questo monte: Levati e gettati nel mare, ciò avverrà. E tutto ciò che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete”. Pertanto le appartenenti alla fraternità delle “carismatiche francescane” effettuino le loro preghiere e le loro attività di apostolato con la certezza che la fede-fiducia dà a Dio l’opportunità di manifestare la sua gloria, la sua misericordia, e di guarire. Vista la fede di coloro che accompagnavano il paralitico che gli fu posto dinnanzi dopo averlo fatto calare dal tetto, Gesù lo guarì: tenne quindi in considerazione anche la fede dei mediatori, non solo del malato. Anche quando si lamenta perché chi si rivolge a lui lo fa per poter ottenere prodigi e segni, Gesù, per la fede che hanno e per accrescere la loro fede, opera il miracolo. Ma occorre avere presente che è molto importante anche la santità personale, l’adesione ai suoi precetti, per ottenere dal Signore: “ Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato (......) Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. “Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi”: cioè, se mettete in pratica le mie parole, se le fate vivere in voi, se applicate i miei insegnamenti. Dio non può essere incoerente con la sua parola; perciò, se tendiamo alla comunione con lui, come anche San Paolo ci ha insegnato: ”Non sono più io che vivo, ma è Cristo a vivere in me”, se facciamo vivere in noi le sue parole, se mettiamo in pratica la sua volontà, ci saranno dati frutti duraturi.

45. Ai discepoli che avevano esorcizzato un indemoniato senza successo, e che gli chiedevano come mani non erano riusciti a cacciare il demonio, Gesù rispose: Questa specie di demoni si scaccia solo con la preghiera e il digiuno (Mt. 17,21). Memori di ciò, nel corso dell’anno effettuino, secondo le proprie capacità e quantomeno a Quaresima, qualche forma di digiuno.

46. Nella filiazione spirituale si rivolgano a Maria Santissima, madre della divina misericordia fautrice di Grazie.
L’importanza di adempiere ai precetti di Gesù nonché l’importanza dell’intercessione di Maria vengono confermate dalla dinamica degli avvenimenti che si sono verificati in occasione del primo miracolo di Gesù, accaduto per l’intervento della madre. A Cana, Maria premurosamente incita i servi del padrone: ”Fate quello che vi dirà”. Fanno quello che Gesù dice loro. E per l’obbedienza a ciò che Gesù ha detto, e per l’intercessione di Maria, avviene il miracolo. 46.1. L’intercessione di Maria Santissima è talmente tenuta in considerazione dal Figlio che Egli, per la richiesta della madre, anticipa il tempo in cui era stato stabilito che cominciasse a manifestarsi come Dio. Maria riesce a fare spostare, anticipandone gli eventi, la determinazione del Padre e del Figlio. E’ mediatrice di Grazie, è mediatrice di Vita. A Cana, dice l’evangelista, “era presente Maria. Fu invitato anche Gesù con i suoi discepoli”. Questo significa che la madre è andata a preparare la strada all’evento miracoloso. Perciò la madre è stata posta accanto ai comuni mortali, perché con la sua presenza tra loro anticipa la venuta di Gesù e l’evento miracoloso di salvezza: madre e regina della vita.

47. Ogni giorno recitino collettivamente il rosario.

<< ARTICOLI PRECEDENTI - ARTICOLI SUCCESSIVI >>

<< indietro 1 2 |3| 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 avanti >>

I Carismatici Francescani
"Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni" Matteo 10,7-8
"Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" Matteo 10,8-10
"IL SIGNORE DEGLI ESERCITI è il re della gloria.
Il Signore dà coraggio, amore e saggezza al Suo esercito con il Suo Santo Spirito" Salmo 23

via Bassa, 50 - 48010 Mezzano - Ravenna - Italy
email - informazioni@carismaticifrancescani.org

Possibilità di settimane di spiritualità e di campi-lavoro per singoli o per gruppi.
web by cimatti