Madonna della medaglia miracolosa
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IL PERCHE' DEI CARISMATICI FRANCESCANI
STATUTO DEI CARISMATICI FRANCESCANI
CARISMATICHE FRANCESCANE: CARISMA E ATTIVITA'
LA DEVOZIONE A MARIA SANTISSIMA: FATIMA E LA MEDAGLIA MIRACOLOSA
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Statuto dei Carismatici Francescani

ART.11

L’applicazione sine glossa dei precetti indicati da Gesù in Matteo 10,8 -prima e seconda parte- è la peculiarità che contraddistingue gli appartenenti ai “Carismatici Francescani”, è il loro modo di dare il loro contributo per il ritorno del Regno di Dio nei cuori. Per convincere che il Regno di Dio è venuto sulla terra, a San Giovanni Battista, che dalla prigione gli manda a chiedere se è lui il Redentore, Gesù risponde: “Andate e riferite a Giovanni che i ciechi vedono, gli storpi camminano, i morti risorgono, i poveri sono evangelizzati”. I poveri nel corpo e nello spirito; gli emarginati nello spirito, i più abbandonati, ma anche chi vive situazioni di dolore all’interno della società.
Quante guarigioni dell’anima portano alla guarigione fisica e quante guarigioni fisiche portano alla guarigione dell’ anima!

Al cieco Bartimeo, che gli chiede la guarigione della vista, Gesù risponde: “ Va’, la tua fede ti ha salvato”. E subito egli guarì e seguì Gesù. In ottemperanza ai precetti del Signore di cui a Matteo 10, 8 i “Carismatici Francescani”, nel proclamare il mistero di salvezza, chiedono al Signore Gesù di confermare con i “segni” l’annuncio effettuato: santità personale, fede e intercessione, attuata anche attraverso l’adorazione, sono i mezzi di cui si avvalgono.
La Chiesa Cattolica ha una sua pastorale per gli infermi, con i suoi sacramenti e le sue istituzioni. Ogni Diocesi ha una sua pastorale sanitaria per la cura degli infermi. I servizi di guarigione dei “Carismatici Francescani”, che consistono anzitutto in aiuto e conforto morale e spirituale ai sofferenti nell’anima e nel corpo, rientrano nell’ambito di questa pastorale.
I fratelli della penitenza dei “Carismatici Francescani” devono soprattutto sostenere l’azione del pastore delle anime della Diocesi presso cui aprono le Case. Gli ammalati e coloro che necessitano di assistenza morale sono molti; coloro che sono abbattuti o in crisi di rifiuto di Dio sono molti; coloro che sono in condizioni di rottura con se stessi e con il mondo sono molti: i “francescani carismatici” offrono il loro servizio pastorale - catechesi e servizio
di guarigione, evangelizzazione( ) e intercessione
- all’Ordinario del luogo senza alcuna pretesa di voler guarire, perché questo dipende unicamente da Dio.
Essi inoltre siano coscienti che chi ha mali malefici non riesce ad andare in Chiesa o dal sacerdote, deve essere accompagnato( ): deve essere istruito, convinto e accompagnato. Pertanto non siano superficiali nel cercare di riportare le “pecore perdute” alla casa d’Israele - nè lo siano nei rapporti con chiunque è sofferente: siano pazienti e costanti, indefessi e decisi; si servano della collaborazione anche dei laici, per il rinnovamento del mondo attraverso il riconoscimento della signorìa di Gesù e il ristabilimento del regno di Gesù Cristo.

ART.12

La volontà divina, chiaramente espressa dal Vangelo, necessita di una coerenza massima di vita. Come fece San Francesco, che testimoniò senza timore il Vangelo in ambienti impervi -l’assistenza al lebbrosario, ai briganti, agli assassini- e ostili, quale fu la predicazione presso i musulmani, senza curarsi dell’effetto che la sua condotta, rigorosamente cristiana, poteva avere sui miscredenti, sui fatui, sui bigotti. Egli aveva un solo scopo: il Regno di Dio. E per attuarlo, non ebbe mezzi termini; non scese mai a compromessi con le pretese dell’amor proprio, ribelle alle umiliazioni e ai disagi, e a compromessi con le esigenze del proprio corpo: sonno, stanchezza, fame, freddo, malessere non lo spaventavano. Egli esortava i suoi seguaci a difendersi dalla sapienza del mondo e dalla prudenza della carne: “Lo spirito della carne, infatti, vuole e si preoccupa molto di possedere parole, ma poco di attuarle. Lo spirito del Signore invece vuole che la carne sia mortificata e disprezzata”( ). E’ questo il percorso di Croce, la comunione con il Signore Gesù.
“Via da me satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”( ), rispose Gesù a Pietro che lo esortava alla prudenza nella carne. San Paolo, grande combattente per Cristo, nella lettera ai Romani ci fornisce un buon esempio di come un soldato di Dio deve vivere la comunione con il Signore e di come le avversità non debbano spaventarlo o turbarlo( ). Occorre infatti ricordare che “augusta è la porta e stretta la via che conduce alla vita, e sono pochi quelli che la trovano”. San Francesco non adottò mai mezzi termini nemmeno con il mondo: che lo credessero matto o fannullone, non gli importava di nulla. Anzi ne gioiva. Il suo “io” non contava nulla, contava solo il suo Dio. Perché “Beati quelli che sono perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli”( ) Pertanto, anche i “francescani carismatici” siano temerari con sé stessi e temerari con il mondo: non temano l’incomprensione né i disagi. Non temano le difficoltà: spesso, più un’azione è benefica più per portarla a termine, per realizzarla, si frappongono mille ostacoli. Con l’aiuto del Signore, e del Suo Santo Spirito, nulla è impossibile.

ART.13

Il terzo fondamento teologico dell’attività dei “Carismatici Francescani” è dato dal Salmo 23: “Il Signore degli eserciti è il re della gloria”.
I fratelli della penitenza della fraternità dei “Carismatici Francescani” sono consci che la gloria di Dio per manifestarsi necessita della potente azione dello Spirito Santo, pertanto dai suoi carismi traggono la santità che consente loro di essere un esercito al servizio di Dio.
San Paolo asserisce: “ Dio non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di amore, di saggezza”. E’ lo Spirito Santo infatti che, influendo sulle facoltà spirituali e sensibili, quali intelligenza, affetti e sentimenti, infonde coraggio e audacia, ed offre la possibilità di essere testimoni autentici ( )e profeti. E’ lo Spirito Santo che consente di avere semplicità di cuore e umiltà; di vivere lo spirito di minorità, conformando i pensieri e gli atteggiamenti, la mente e il cuore, a quelli di Gesù. E’ lo Spirito Santo che consente di accettare le sofferenze con serenità, di avere dolcezza, tenerezza con tutti. Di essere miti, pazienti e modeste, di evitare le dispute e le cattive parole. Perché è amore, è sapienza. E’ Dio. Pertanto chi si fa guidare dallo Spirito Santo comunica la comunione con il Signore con credibilità, perché consente all’Amore di vivere in sé. E’ lo Spirito Santo che, in quanto spirito di amore, chiude le ferite dell’anima: le ferite che ognuno di noi si è procurato con i peccati commessi, le ferite che ci hanno propinato gli altri, con la loro mancanza di carità. E’ lo Spirito Santo che rinnova la creatura, che le consente di fare discepoli e di ottenere frutti duraturi nel suo operato.
Con tali consapevolezze, e con la coscienza che ogni giorno il nostro nemico, il demonio, cerca di allontanarci dalla comunione con il Signore e trama per fermare il bene( ), i “Carismatici Francescani” ogni giorno invocano la guida dello Spirito Santo con il canto e con lodi gioiose cantate.

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I Carismatici Francescani
"Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni" Matteo 10,7-8
"Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" Matteo 10,8-10
"IL SIGNORE DEGLI ESERCITI è il re della gloria.
Il Signore dà coraggio, amore e saggezza al Suo esercito con il Suo Santo Spirito" Salmo 23

via Bassa, 50 - 48010 Mezzano - Ravenna - Italy
email - informazioni@carismaticifrancescani.org

Possibilità di settimane di spiritualità e di campi-lavoro per singoli o per gruppi.
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