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Statuto dei Carismatici Francescani |
| ART.8 |
I fratelli della penitenza della fraternità dei Carismatici Francescani ricordino che nei rapporti tra loro e con il mondo devono sentirsi permeati da un profondo spirito di umiltà; essi accettino e considerino qualunque ostacolo come apertura e occasione di Grazia, secondo l’invito di Gesù: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” e del Serafico Padre: “Io ti dico che quelle cose che ti sono di impedimento nell’amare il Signore Iddio, ed ogni persona che ti sarà di ostacolo,....... tutto questo devi ritenere come una grazia”( ).
Se si considerano servi soggetti a tutti, con questo tipo di convincimento non romperanno mai i rapporti con gli altri.
Lo Spirito Santo, che di per sé è spirito di comunione -è lo spirito del Padre e del Figlio, procede dall’uno e dall’altro, unisce l’uno all’altro- è l’agente primario che consente di applicare questi precetti, è l’agente primario che consente di agire da discepoli credibili di Cristo Gesù. Che, in quanto tali, accettano e mettono in pratica l’esortazione di San Francesco: “Ama quelli che ti causano questi dolori”( ). Il quale precisa: “Ci sono molti che, applicandosi insistentemente a preghiere e occupazioni, fanno molte astinenze e mortificazioni corporali, ma per una sola parola che sembri loro ingiuria verso la loro persona, o per qualche cosa che venga loro tolta, scandalizzati subito si arrabbiano. Questi non sono poveri in spirito, perché chi è veramente povero in spirito ama quelli che gli percuotono la guancia”( ).
E’ la nota di cortesia e di bontà umana, che sancisce con i fatti la comunione con il Signore: “Da questo sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”( ), e sancisce con i fatti la semplicità francescana. Come
San Francesco ricorda: “ Dove è amore e sapienza ivi non è timore né ignoranza. Dove è pazienza e umiltà, ivi non è ira né turbamento. Dove è povertà con letizia, ivi non è cupidigia né avarizia. Dove è quiete e meditazione, ivi non è affanno né dissipazione. Dove è il timore del Signore a custodire la sua casa, ivi il nemico non può trovare via d’entrata. Dove è misericordia e discrezione, ivi non è superfluità né durezza”( ).
Dove c’è odio lì non c’è sentimento di umiltà: chi odia non si sente servo di tutti e non è servo di Dio. Per tale ragione il nostro Serafico Padre chiedeva: “ Signore, fa di me uno strumento della tua pace. Dove c’è odio, io porti amore. Dove c’è discordia io porti l’unione. Dove c’è errore, io porti la verità. Dove c’è dubbio, io porti la fede. Dove c’è disperazione io porti la speranza. O Divino Maestro, che io non cerchi tanto di essere consolato quanto di consolare. Di essere compreso quanto di comprendere. Di essere amato, quanto di amare. Infatti: donando si riceve. Dimenticandosi si trova comprensione. Perdonando si è perdonati. Morendo si risuscita a vera Vita”( ). Morendo a sé stessi si vive della vera Vita; è lo spirito di minorità, cardine della spiritualità francescana. Che ne fa la sua grandezza tra i cammini di perfezione. E che fa di San Francesco un gigante, il più perfetto imitatore di Gesù; ciò ci è confermato anche dalla rivelazione data a frate Pacifico: “Questo fu il seggio di Lucifero, e in luogo di lui si siederà l’umile Francesco”( ). |
| ART.9 |
Lo spirito di umiltà, lo spirito di minorità, deve permeare tutte le opere dei fratelli “Carismatici Francescani”, perché, come ci ricorda Gesù:<< Non chi dice “Signore Signore” entrerà nel regno dei cieli (......). Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore non abbiamo forse profetato nel tuo nome, e cacciato demoni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?”. Ma io dichiarerò loro. Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi che commettete il male>>( )Perciò, tutte le opere devono essere compiute con la coscienza di essere unicamente poveri servi inutili, che fanno solo il loro dovere( ). I carismi sono doni, e il fatto di possederli -tutti ne siamo apportatori per il Battesimo- non significa di per sé che si è in comunione con il Signore: la comunione è data dall’amore, dall’umiltà sincera, dalla spogliazione del proprio io. Cristo deve vincere nei nostri cuori, per poter vincere nel mondo attraverso di noi. |
| ART.10 |
Il fondamento teologico dell’attività caritativa dei fratelli della penitenza della fraternità dei “Carismatici Francescani” è dato dai precetti del Signore: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone; perché l’operaio ha diritto al suo sostentamento”( ), considerati da San Francesco per realizzare il suo Ordine, e dai comandi del Signore che, “chiamati a sé i dodici apostoli, diede loro il potere di cacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di infermità......Gesù così li istruì: <<Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’ Israele. E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni>>“ ( ). Quest’ultima frase costituisce la prima parte del versetto di cui a Matteo 10,8; la seconda parte, cioè il secondo comma, si riferisce alla gratuità dell’azione svolta, ed è da San Francesco applicata alla lettera( ). Occorre dare anche ad essa maggior rilievo e applicazione. La strada è indicata da Gesù: “Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva loro di parlare, perché lo conoscevano”; “Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce e, trovatolo, gli dissero:<<tutti ti cercano!>>. Egli disse loro:<< Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi manche là, per questo infatti sono venuto!>>. E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni”. Egli fa l’annuncio e conferma con i “segni” l’annuncio: predica e scaccia i demoni, guarisce e scaccia i demoni. |
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